STOP AL FEMMINICIDIO - I.C.S. PEREZ MADRE TERESA DI CALCUTTA

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, che ricorrerà il 25 Novembre, l’Istituto Ics Perez-Madre Teresa di Calcutta, nell’ambito della propria autonomia didattica ed organizzativa, ha svolto con gli alunni un lavoro di sensibilizzazione su questa tematica di particolare attualità e rilevanza nell’ambito dell’educazione civica e del rispetto dei diritti umani. Le lenzuola dipinte realizzate dagli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria saranno esposte, in ricordo delle vittime del femminicidio, in entrambi gli atri dei due plessi dell’Istituto. Inoltre venerdì 24 Novembre si è svolta un’iniziativa presso l’atrio del plesso Madre Teresa di Calcutta, organizzata dagli alunni della scuola secondaria in ricordo delle vittime di questo fenomeno doloroso e purtoppo in crescita nel nostro paese, a testimonianza dei tanti, troppi fatti diviolenza.

Un elenco che pare non finisca mai. Quelli di Giulia, Annalisa, Concetta, Sofia, Angela sono solo alcuni dei nomi delle vittime di femminicidio registrati fino ad oggi dal mese di gennaio di questo interminabile 2023. Ben trentanove. Erano fidanzate, madri, sorelle, amiche, ma soprattutto donne.
Protagoniste, loro malgrado, di vicende passate alla ribalta della cronaca per la follia di uomini in preda al cieco furore di una gelosia morbosa. Della percezione distorta di una vita che ritenevano fallita per la fine di una storia. Il tentativo di liberarsi di un partner tossico e la morte che si presenta senza preavviso: un coltello, un’arma puntata contro, una fuga disperata o forse un ultimo appuntamento con l’ex che si traveste da “mostro”.

Sono storie di cui anche in aula arriva l’eco, e i ragazzi sembrano smarriti alla ricerca di un dove, di un come, ma soprattutto di un perché. Con le alunne e gli alunni dell’I.C. Perez-Madre Teresa di Calcutta la risposta ha preso forma attraverso due lenzuoli bianchi in cui il messaggio “Stop alla violenza sulle donne” si è animato delle ombre di mani impresse con forza, come per arginare – anche fisicamente – qualunque attentato alla vita. Ma non basta. Disposte in ordine sparso nell’atrio della scuola figurano delle sedie vuote con quei nomi ricordati all’inizio: ed accanto un accessorio tinto di rosso. Una scarpa, un foulard, una giacca, un quaderno. Ciò che resta di un’esistenza distrutta. “Segnale e monito,  affinché ciascuno possa fermarsi a riflettere sulla propria responsabilità nella diffusione di una cultura fondata sul rispetto della dignità e della libertà di scelta di ciascuna persona che incontriamo. Uomo o donna che sia”.

Nella scuola più multiculturale della città sono le voci di bambini e di ragazzi di tante nazionalità a riempire i corridoi, a riaccendere la speranza  e a rinnovare la fiducia nella possibilità che mai più la cronaca farà da eco al dolore mortale di Giulia, Annalisa, Concetta, Sofia, Angela…… e di tutte le altre.

Clicca per visualizzare il video

gif to video 1